accoglienza e integrazione
19 marzo 2018
Il richiedente asilo dietro la telecamera: il video partecipativo

Se finalmente fosse il richiedete asilo a premere “REC”?

Arca di Noè ha coinvolto dieci richiedenti asilo dei progetti SPRAR per la realizzazione di un video partecipativo. Il progetto è nato da un’idea di Zalab, in seguito a quattro giornate di formazione a cui abbiamo partecipato. Nei laboratori che condurremo insieme alla nostra scuola di Italiano Di-Mó, l’obiettivo sarà scoprire cosa raccontare attraverso un percorso di narrazione reciproca in una relazione orizzontale. L’oggetto del video diventerà il soggetto: i partecipanti decideranno il tema e realizzeranno il video finale girando in prima persona le riprese. Durante gli incontri i partecipanti acquisiranno competenze sull’utilizzo e impostazioni della videocamera, sui vari tipi di inquadratura, registrazione dell’audio. Ogni partecipante disporrà a turno della videocamera  per riprendere in autonomia.

Questa metodologia vuole restituire il controllo a chi abitualmente viene solo mostrato, rivendicare controllo e racconto per chi abitualmente viene rimosso. Il mondo raccontato da chi lo vive, oltre gli stereotipi.

In questo senso viene utilizzato il video partecipativo per ricostruire, condividere la propria vicenda e situazione, dando ulteriore significato alla realizzazione di un prodotto audiovisivo libero e dignitoso: un significato che Arca di Noè proverà a rintracciare nelle 12 giornate di laboratori iniziate il 22 marzo 2018 e terminate il 10 maggio.

Il 23 giugno alle 19 presso baumhaus (Parco del Dopolavoro Ferroviario di Bologna) potrete assistere alla prima visione di “l’Altra Faccia di”!

 

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