inserimento lavorativo
30 aprile 2018
È il Primo Maggio: siamo o facciamo?

Viva il Primo Maggio! La Festa di tutti i lavoratori.

Torno con la mente a “qualche” anno fa e penso agli occhi dei bambini che di fronte alla bellezza di immagini quotidiane non perdono mai la capacità di stupirsi.
Quando ero piccolo ho sempre trovato curioso che, quando chiedevo a mio nonno “chi è quel signore” lui mi rispondesse “è un ingegnere…” oppure “è il fotografo…”.
Perché, mi domandavo, mi dice che mestiere fa invece di dirmi chi è?
Agli occhi di quel bimbo contava sapere che cosa caratterizzava quel signore come persona: gli piaceva il gelato? Aveva dei figli? A lui faceva paura la strega di Biancaneve?
Agli occhi di mio nonno invece contava ciò che sapevano fare in quanto lavoratori, ciò che identificava ognuno nella società era il lavoro.

Con il tempo mi sono accorto che sia io che mio nonno consideravamo due facce della stessa medaglia: il lavoro è un elemento che ci identifica come individui che “fanno” e che “sono”. Infatti, lungi dall’essere esclusivamente una fonte di reddito, il lavoro, è qualcosa di molto più intimo e legato all’identità di ciascuno. Il lavoro può farci soffrire o realizzarci, può farci crescere o mortificarci, metterci in relazione o isolarci. Il lavoro è parte dell’identità di ogni persona nella sua unicità, in ciò di cui si occupa e che sa costruire.

Festa dei lavoratori Arca di Noè

La sfida che Arca di Noè vive ogni giorno è creare un ponte tra categorie svantaggiate e l’inserimento lavorativo, svolgendo lavorazioni commissionate da aziende o da enti pubblici accogliendo e avvicinando al lavoro persone in difficoltà: chi per problemi fisici o mentali, chi perché segnato da sbagli propri o altrui. Quella di Arca di Noè è una storia fatta di persone che ogni giorno lavorano insieme oltre le differenze e le disabilità, perché credono nel valore di quello che fanno e nelle capacità di ognuno per migliorare non solo la propria vita ma anche quella della collettività.
Sono necessari l’impegno e la passione di tutti, in un coeso lavoro di squadra, per accettare la sfida di una proposta di lavoro a misura di persona, di ogni persona; rispettando e valorizzando le unicità di ciascuno, promuovendo figure capaci di proporsi nel mercato del lavoro, promuovendo l’autonomia, la qualità della vita, il benessere individuale, l’inclusione sociale e le relazioni interpersonali. L’obiettivo è, in fondo, cercare di rispondere pienamente alla domanda di quel bambino: “chi è quel signore?”

Buon Primo Maggio, buona festa dei lavoratori, con l’augurio che sia per tutti occasione per rigenerare il nostro rapporto con il mondo del lavoro, e indirettamente, i ritmi della nostra vita. Magari una giornata soltanto non basterà, ma, come dice un mio amico, l’importante è la direzione…

Sergio Ricci

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