accoglienza e integrazione
27 gennaio 2020
Sicurezza, salute e prevenzione prima di tutto

Alla prima edizione sperimentale hanno partecipato 12 ospiti richiedenti asilo di strutture CAS e SIPROIMI gestite da Arca di Noè e Lai-Momo

L’idea del corso è nata dall’esigenza di rispondere ai bisogni formativi di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale sui temi della percezione del rischio, della salute e della prevenzione nei luoghi di vita e della sicurezza sul lavoro. Dopo un primo scambio con operatori del Dipartimento di Sanità Pubblica della Ausl di Bologna, durante i tavoli di lavoro per il Piano di Zona 2018-2020 del Distretto di San Lazzaro, si è deciso di costruire una risposta strutturata sul territorio metropolitano di Bologna, insieme al Gruppo Incontriamoci1, comunità di pratica afferente al Dipartimento che da anni realizza corsi di formazione innovativi dedicati ad utenti stranieri sul tema della salute e sicurezza sul posto di lavoro.

Un percorso innovativo partito dall’esperienza diretta dei partecipanti

Sicurezza sul lavoro Arca di Noè

Sidi

Il progetto pilota ha messo intorno allo stesso tavolo docenti qualificati della Ausl, mediatori culturali, psicologi, antropologi e operatori delle cooperative sociali Arca di Noè e Lai-momo in una collaborazione di co-progettazione.
Il 12 settembre si è svolto un primo incontro con gli ospiti selezionati e si è scelto di partire proprio dalle loro esperienze, conoscenza e opinioni per definire i contenuti del corso attraverso metodologie didattiche partecipative.
Il 15 ottobre hanno preso avvio le lezioni vere e proprie alla Casa della Salute di San Donato – San Vitale e si sono concluse con una lezione interattiva nelle cucine del Centro interculturale Zonarelli, per “toccare con mano” i rischi alimentari.
L’esperienza molto positiva è riuscita a chiarire alcuni preconcetti e malintesi diffusi, ad esempio sul prelievo del sangue, e a mettere in dialogo differenti prospettive.
Sulle tutele del lavoratore e delle garanzie contrattuali si è acceso il dibattito e l’interesse dei partecipanti, che hanno portato le proprie domande e dubbi direttamente ad una rappresentante dell’Ispettorato del lavoro.

Dovrebbero farlo tutti il corso di sicurezza sul lavoro, anche le altre persone che vivono con me.

Sidi ha 25 anni ed è di origine guineana. Il suo sogno è trovare lavoro in un’azienda di stampaggio gomme o presso un’autofficina per riuscire a stabilirsi a Bologna, città che ama e dove vorrebbe rimanere una volta uscito dall’accoglienza.

Il punto di vista dei formatori

I formatori hanno constatato l’esistenza di competenze di base già alte riguardo argomenti come sicurezza sul lavoro e prevenzione.

Ciò rappresenta un importante fattore da tenere in considerazione quando si parla di giovani migranti in quanto la rappresentazione che si ha, spesso, si basa su stereotipi che nascono da pregiudizi.

Gruppo Incontriamoci Ausl

Gruppo Incontriamoci

Il corso si è rivelato per tutti una preziosa occasione di incontro e conoscenza, nata dalla voglia di incontrare e ascoltare. Avvicinarsi ai ragazzi in accoglienza ha permesso uno scambio reciproco attraverso cui avviare un percorso formativo che ha rivelato inaspettatamente la scoperta di esperienze e vissuti che sono andati al di là dell’apprendimento tecnico.

É la chiave per realizzare un’integrazione vera, libera da preconcetti e barriere.

La sfida ambiziosa è quella di verificare se si potranno formare dei peer educator capaci di trasmettere gli insegnamenti ad altri.

Un’esperienza che può essere replicata

Ora inizia la fase di monitoraggio dell’apprendimento e di verifica dell’efficacia del corso. In cantiere c’è anche la raccolta, insieme ai partecipanti, di una serie di domande frequenti che verranno rielaborate dai docenti del corso con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi e facilitare i rapporti dell’utenza specifica con istituzioni sanitarie e organi di vigilanza.
Ci auguriamo che il corso possa essere replicato, dando così l’opportunità ad altri ospiti del Sistema Accoglienza richiedenti asilo del territorio di beneficiare di uno spazio formativo e di confronto, costruito ad hoc grazie ad un lavoro di rete.

 

 

  1. Il progetto “Incontriamoci” è nato nel 2010 con la definizione “Ascoltiamoci” ed e’ stato proposto a tutti i professionisti del Dipartimento di Sanità Pubblica della Azienda USL di Bologna con l’obiettivo di far riflettere e di  favorire l’ascolto attivo nella comunicazione istituzionale rivolta alla popolazione migrante. Quest’ultima esperienza, ha coinvolto col tema di “Salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro” giovani stranieri che si affacciano al mondo del lavoro. L’acronimo è “Innovare Narrare Concepire Osservare Negoziare Trasmettere Riflettere Includere Accogliere Migliorare Offrire Credendoci Insieme”.
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