accoglienza e integrazione
3 dicembre 2019
Dopo la confisca il riutilizzo sociale

Casa Zucchi, dalla confisca all’accoglienza di persone richiedenti asilo

L’obiettivo del progetto nato dalla collaborazione tra Arca di Noè e Libera Bologna è sensibilizzare e informare gli studenti e la cittadinanza sul tema dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. Le forze dell’ordine, la società civile, giovani compresi, possono collaborare in sinergia per far rivivere questi luoghi, mettendo in campo idee di riutilizzo sociale nonostante le difficoltà. Casa Zucchi, il centro di accoglienza a San Lazzaro di Savena gestito da Arca di Noè nell’ambito del progetto SIPROIMI di ASP Città di Bologna, è il luogo in cui il riutilizzo sociale è diventato realtà.

Grazie alla legge n. 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie, da marzo 2017, Casa Zucchi ospita richiedenti asilo e rifugiati provenienti da Senegal, Camerun e Costa d’Avorio. Il progetto di accoglienza coinvolge direttamente le persone ospitate per favorirne l’autonomia e l’inserimento socio-lavorativo nel territorio di riferimento.

Il progetto nelle scuole di San Lazzaro di SavenaArca di Noè Riutilizzo Sociale

Il progetto coinvolgerà gli studenti dai 14 ai 19 anni delle scuole superiori E. Majorana e E. Mattei a San Lazzaro di Savena in tre date. Il 21 novembre si è introdotto il tema del riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati. Il 3 dicembre gli incontri si terranno direttamente a Casa Zucchi, per conoscere i giovani richiedenti asilo, gli operatori e operatrici della Cooperativa Sociale Arca di Noè con un focus sulla procedura della richiesta di asilo e dei servizi che vengono offerti all’interno dell’accoglienza. L’incontro conclusivo in programma il 12 dicembre si terrà nelle classi per confrontarsi sul valore che possono assumere i beni confiscati, riflettere sulle pratiche di accoglienza presenti in Italia, sull’importanza di pratiche di integrazione e inclusione, sull’illegalità che spesso i migranti sono costretti a subire nel viaggio che intraprendono dal loro Paese d’origine fino all’arrivo in Italia.

Dove non ci si aspetta che siano o dove sembrano nascosti e confusi tra tanti altri luoghi apparentemente normali, si nascondono realtà criminali che influenzano pesantemente l’economia e la vita collettiva di tutta la comunità. In occasione della visita sarà raccontata agli studenti la storia del bene confiscato, come è stato gestito e le sentenze che hanno portato alla confisca. Gli studenti si renderanno conto che si parla di case, di spazi, di luoghi che possono essere utilizzati in un modo positivo o negativo e che molto dipende da quanto la società civile vuole farsene carico.

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